martedì 31 maggio 2011

SPIEGAZIONE DEI QUESITI REFERENDARI SULL'ACQUA


1)  SCHEDA 
1) Il primo quesito concerne "semplicemente" l'abrogazione di quella
parte del Decreto Ronchi che COSTRINGE a indire entro il 2011 le gare che metteranno sul mercato almeno il 40% di quote di tutte le società di gestione attualmente ancora detenute da enti pubblici,
evidentemente anche dove il servizio già funziona in modo egregio,
come a Milano con le tariffe e le perdite più basse d'Europa. Questa
norma nazionale attribuisce al servizio idrico rilevanza economica,
ovvero: l'acqua è merce. L'Europa non costringe a questo passo: la
menzogna è contenuta nel testo stesso del decreto, che stabilisce ciò
che finge di recepire. Il nostro slogan è: L'ACQUA NON SI VENDE! La vittoria del sì porterebbe soprattutto ad una vittoria politica, culturale; la volontà popolare si esprimerebbe con forza per dire che l'acqua è un bene comune e che l'economia di mercato ha toccato il fondo e che da qui possiamo soltanto risalire. La vittoria del sì, tecnicamente, ci riporterebbe solo indietro al momento antecedente il  decreto Ronchi, quando tutte le forme di gestione erano possibili,
comprese le privatizzazioni. E' anche per questo che il dibattito sui
media è tragicamente mistificatorio: pressochè nulla di ciò su cui si
finge di dibattere è effettivamente OGGETTO dei quesiti referendari.

2) SCHEDA 

2) Il secondo quesito concerne "soltanto" la tariffa dell'acqua. Il
nostro slogan è: FUORI I PROFITTI DALL'ACQUA! La vittoria del sì non costituirebbe di certo una riforma della norma tariffaria; un esempio di nuova norma, affatto ideologica, potrebbe essere quella contenuta nella legge di iniziativa popolare presentata dai movimenti per l'acqua nel 2007: http://www.acquabenecomune.org/spip.php?rubrique=96.
Il referendum di giugno eliminerebbe solo l'inutile regalo del 7% che
viene riconosciuto per legge come "remunerazione per il capitale
investito" all'ente gestore; un regalo di mero profitto, dal momento
che la norma non garantisce l'unica cosa che è nell'interesse del
cittadino, ovvero che siano fatti i necessari investimenti sulla rete
idrica.

RICORDATI CHE SONO ABROGRATIVI  VOTA SI A TUTTI

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