sabato 18 febbraio 2012

IL SATELLITE, PIAZZA GARIBALDI, LE PERIFERIE, LA CRISI E IL PROBLEMA DELLA CASA ( seconda parte )

PIOLTELLO  IL SATELLITE E PIAZZA GARIBALDI
UN LABORATORIO DI IDEE E PROGETTUALITA'


2° PARTE

LA CASA, UN DIRITTO E UN PROBLEMA
La realizzazione del diritto alla casa per migliaia di cittadini si trasforma così in un incubo: la paura di perdere la casa o, in alternativa, l’angoscia di pagare delle rate per un mutuo residuo che non vale nemmeno il prezzo di mercato della casa stessa. Ora, cosa sta accadendo al Satellite e in tante periferie italiane? Più o meno quello che è successo negli Stati Uniti dal 2007 in poi: a causa della crisi molti nuovi proprietari di case diventano insolventi e i valori ipotecari delle case non bastano a compensare i crediti erogati dalle banche. in altre parole, se le banche dovessero automaticamente rifarsi sugli insolventi prendendosi le case farebbero un magro affare perché oggi quelle case non valgono il capitale prestato. E così spesso preferiscono prendere tempo, sospendere per qualche tempo il pagamento delle rate oppure prolungare la durata del mutuo abbassandone la rata, piuttosto che iscrivere subito a bilancio dei beni immobiliari farlocchi. Se le banche si prendessero davvero tutte le case dei mutuatari insolventi dovrebbero iscrivere a bilancio perdite consistenti. Senza contare che le banche stesse hanno continuato anche dopo la crisi ad impacchettare e cartolarizzare i mutui per far fronte alla crisi di liquidità. L’unica loro speranza è la ripresa del mercato immobiliare, ma dimenticano che quel mercato l’hanno creato loro coi mutui facili, cosa che ormai non è più possibile. 
 
Ma che il mutuo da pagare non vale il costo reale della casa ormai lo sanno anche i compratori. Così ci troviamo in una specie di giungla, dove ognuno è costretto a fare da sé: persone che perdono la casa, magari dopo aver pagato un sacco di soldi con le rate del mutuo, persone che resistono, ma non si sa fino a quando e persone che non pagano semplicemente perché hanno capito che non conviene.
La stessa norma che dà ai cittadini la possibilità di sospendere per un anno il pagamento delle rate del mutuo, dal momento che non è collegata a nessun aiuto economico alle famiglie per la riduzione del debito, è un aiuto soprattutto per le banche che in tal modo possono rimandare per qualche tempo l’iscrizione delle perdite in bilancio.
 
Del resto, già durante il mandato dell’amministrazione comunale di De Gaspari (1997-2006), e quindi ben prima che esplodesse la bolla immobiliare che ha provocato la crisi economica e finanziaria, il problema della speculazione sui prezzi delle case ai danni degli immigrati era stato denunciato prontamente dal Sindaco.  Il quale aveva colto i danni che ne sarebbero derivati alla città e in particolare in quartieri come il Satellite o piazza Garibaldi, dove un numero crescente di nuovi proprietari non riusciva a pagare il mutuo e di conseguenza neanche le spese condominiali, compromettendo l’intera gestione dei condomini nei quali si erano insediati. 

Alcuni di questi nel giro di breve tempo accumularono un indebitamento tale da determinare un crescente degrado degli stabili, tra cui l’interruzione dell’erogazione del gas metano, con evidenti disagi per tutti gli abitanti, in particolare di quelli che avevano esaurito o quasi il rimborso del mutuo o che avevano sempre pagato ogni spesa e che ora, per far fronte all’emergenza, dovevano pagare sempre di più.
 
L’intervento dell’amministrazione fu tempestivo e si dispiegò in diverse direzioni,  riuscendo a contenere gli effetti più pericolosi di una situazione comunque drammatica. Un intervento fondato sul dialogo e sul coinvolgimento attivo degli abitanti e delle amministrazioni condominiali, chiamati a impegnarsi in prima persona per la soluzione di un problema che li vedeva fino a quel momento inconsapevoli e impotenti. Un intervento su scala locale che risultava essere emblematico per l’approccio ad una realtà che ha assunto le dimensioni attuali.

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